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Oct 30
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Come fare Promozione Internet nei settori aziendali

Abituate a suddividere gerarchie e competenze in compartimenti distinti, molte aziende trovano delle oggettive difficoltà ad inquadrare internet e, di conseguenza, a coglierne tutte le innumerevoli opportunità. Il problema è proprio la pervasività di internet all’interno di ogni organizzazione, molte delle quali lo hanno razionalmente inquadrato nel silos della comunicazione e del marketing, alla stregua degli altri media. Il punto è che la Rete non è solo comunicazione e pubblicità, le quali naturalmente rimangono sue connotazioni peculiari, ma estende la sua importanza in altri ambiti aziendali. Nella figura qui accanto abbiamo schematizzato i principali ambiti aziendali nei quali interviene internet, suddividendo in chiave cronologica tra Ascolto, Contenuti, Pubblicità e Conversazione. Naturalmente, si tratta di una esemplificazione che manca, ad esempio, delle importanti applicazioni della Rete in ambito di comunicazione interna e HR; così come la sovrapposizione tra i reparti aziendali e gli elementi di impiego di internet, va declinata in funzione delle diverse organizzazioni.

Una schematizzazione delle applicazioni di internet è comunque indispensabile, in modo che vengano conseguentemente interessati i team aziendali più opportuni a gestirne tutte le implementazioni. Altrimenti il rischio è di disperdere opportunità e risorse o, peggio, di utilizzarne impropriamente determinati elementi. Un caso esemplare riguarda la comunicazione su e attraverso blog e social network, che rimane spesso “in charge” unicamente al team che pianifica la pubblicità online, e che invece necessiterebbe di una strategia che parta da logiche diametralmente opposte, orientate principalmente all’ascolto, alla condivisione, al dialogo. Ma questi sono ambiti professionali tipicamente coordinati da altri comparti, supportati peraltro da partner esterni l’azienda differenti rispetto a quelli utilizzati per le pianificazioni pubblicitarie.

Per fortuna, sono sempre più numerose le organizzazioni che hanno iniziato a rendere l’impiego della Rete effettivamente diffuso e distribuito all’interno delle strategie complessive (e non solo quelle legate al marketing e alla comunicazione) e, nei casi più virtuosi, è il management stesso ad essere coinvolto. Così troviamo dei team di Ricerca e Sviluppo che utilizzano internet per co-creare i prodotti con i consumatori, numerosi reparti PR che seguono la reputazione dell’azienda attraverso l’analisi delle discussioni online, alcune divisioni Customer Support che gestiscono dei “call center 2.0” su forum e community pubbliche. E così via.

Una evoluzione quindi della strategia multicanale, la quale va a percorrere in modo trasversale le funzioni aziendali. Uno degli elementi che poi le amalgama sono gli Analytics, ossia tutte le attività di monitoraggio e analisi dei risultati delle attività svolte, che di fatto caratterizzano internet rendendolo estremamente misurabile, tanto da suggerire la progettazione e l’esecuzione di qualsiasi iniziativa online all’interno di una specie di loop, nel quale viene effettuato un continuo perfezionamento e adeguamento delle stesse, in funzione dei risultati che stanno generando.

Mauro Lupi
Pubblicato sul pamphlet annuale “La pubblicità interattiva in Italia” di IAB Italia, Ottobre 2009

Articolo originale: http://admaiora.blogs.com/maurolupi/it-internet-trasversale.html

Oct 06
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Il nuovo Local Business Center anche in Italia

Il nuovo Local Business Center anche in Italia

Jul 08
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Da dove prende i dati?

LBC: Local Business Center 
YP: Pagine Gialle fonti autorevoli 
EC: Enhanced Content (review, foto e altri dettagli via feed) 
UGC e Web Crawling 

fonte: http://maps-forum-announcements.blogspot.com/2009/06/local-listings-where-do-they-come-from.html
derivato dal Brevetto Generating structured information, come segnalato da SeoBythesea .

Da dove prende i dati?

  • LBC: Local Business Center
  • YP: Pagine Gialle fonti autorevoli
  • EC: Enhanced Content (review, foto e altri dettagli via feed)
  • UGC e Web Crawling

fonte: http://maps-forum-announcements.blogspot.com/2009/06/local-listings-where-do-they-come-from.html

derivato dal Brevetto Generating structured information, come segnalato da SeoBythesea .

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General: Ricerche “consuete” sui motori di ricecaLocal: Ricerche sulle Google Maps o simili (in USa esiste anche Yahoo)IYP: Pagine Gialle su Internet
Fonte: Comscore / TMP Directional Marketing White Paper “Local Search Marketing in a Multi-tasking world” riferita all’anno 2008 in USA

General: Ricerche “consuete” sui motori di riceca
Local: Ricerche sulle Google Maps o simili (in USa esiste anche Yahoo)
IYP: Pagine Gialle su Internet

Fonte: Comscore / TMP Directional Marketing White Paper “Local Search Marketing in a Multi-tasking world” riferita all’anno 2008 in USA

Jan 31
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Je T'aime, Moi Non Plus


Traduzione di : Dartagnan Je T’aime, Moi Non Plus

Serge Gainsbourg


- Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
- Moi non plus
- Oh mon amour
- Comme la vague irrésolue
Je vais, je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Entre tes reins
Et je me retiens









- Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
- Moi non plus
- Oh mon amour
Tu es la vague, moi l’île nue
Tu vas, tu vas et tu viens
Entre mes reins
Tu vas et tu viens
Entre mes reins
Et je te rejoins

- Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
- Moi non plus
- Oh mon amour
- L’amour physique est sans issue
Je vais je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Je me retiens
- Non ! maintenant viens…



Ti Amo, Neanche Io*

Neanche io
oh amore mio
come l’onda irresoluta
vado vado e vengo
tra i tuoi reni
e mi trattengo, ti amo ti amo
oh si, ti amo
neanche io
oh amore mio
tu sei l’onda, io l’isola nuda
tu vai e vieni
tra i miei fianchi
tu vai e vieni
tra i miei fianchi
ed io
ti raggiungo, ti amo ti amo
neanche io
oh amore mio
come l’onda irresoluta
io vado vado e vengo
tra i tuoi fianchi
ed io mi trattengo
tu vai e vieni
tra i miei fianchi
tu vai e vieni
tra i miei fianchi
ed io
ti raggiungo, ti amo ti amo
oh si, ti amo
io non più
oh amore mio
l’amore fisico è senza uscita
vado e vengo
tra i tuoi fianchi
vado e vengo
e mi trattengo
no ! ora
Vieni !





Note :
Je t’aime, moi non plus é una canzone del 1968 cantata in duetto con Jane Birkin.
Ripresa da molti altri artisti. E’ un pezzo tutto gemiti e sospiri, con un incedere
ipnotico ed altalenante che lasciava poco spazio all’immaginazione. L’inno al
coito per eccellenza.




Il titolo “Je t’aime, moi non plus” é un gioco di parole che nella cover in italiano é stato
ripreso in modo errato con “Ti amo, io di più”. In un intervista Serge ha rivelato che
l’origine del pezzo è da ricercare in una nota battuta di Picasso e nel fatto
che si sentiva troppo timido per rispondere “anch’io” ad un “ti amo”.

http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=921

Jan 27
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Rivoluzione industriale verde

Rifkin: presidente della Foundation on Economic Trends

È quello che lei chiama la terza rivoluzione industriale, un processo lento. Non si rischia di smarrirne il filo conduttore?
“Non è che l’elettricità ha sostituito il vapore da un giorno all’altro: sono cambiamenti epocali che procedono in maniera irregolare, con accelerazioni rapide in un’area e arretramenti in un’altra”.

Quali dovrebbero essere i prossimi passi della Casa Bianca per sostenere questo processo di cambiamento?

“Oltre alle centrali elettriche bisogna puntare sugli altri due pilastri della terza rivoluzione industriale. Prima di tutto intervenire sugli edifici non solo per limitare gli sprechi ma per compiere un salto tecnologico più impegnativo. Case e uffici devono produrre energia, non consumarla. Ormai la tecnologia per arrivare a questo risultato è a portata di mano: coibentazione, pannelli solari che avvolgono l’edificio, geotermia, energia dai rifiuti e anche il mini-eolico faranno sì che le case si trasformino in micro centrali elettriche”.


Il terzo pilastro?
“È la conseguenza logica del precedente. Il sistema che ho descritto ha una geometria profondamente diversa dall’attuale albero di distribuzione dell’energia elettrica, che segue il vecchio modello basato su alcuni grandi rami e i capillari a scendere. Nascerà l’internet dell’energia: una rete elettrica interattiva e decentrata, capace di leggere l’offerta e i bisogni che vengono da ogni punto creando in ogni momento la migliore sinergia possibile. È un modello più affidabile perché riduce i rischi di black out, più sicuro perché l’energia è prodotta sul posto, più democratico perché sostituisce il potere di pochi con il contributo di milioni di persone”.

da http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/obama-presidenza-2/rifkin-cianciullo/rifkin-cianciullo.html

Dec 29
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I Widget web

Interessante articolo sui Widget di LAFRA

http://www.lafra.it/2008/12/27/widgets-marketing-successo-o-flop/

Scelgo un web widget per gli altri più che per me.

PUNTI DI FORZA DEI WIDGETS

Il principale punto di forza del widget è nella sua natura ed è la possibilità di distribuire in maniera semplice i contenuti del proprio sito in blog ed altri ambienti online e offline aumentando quindi le occasioni di fruizione degli stessi. Per quanto popolare può essere il tuo sito la realtà è che i tuoi utenti visitano molto più spesso Facebook, MySpace, Google, Yahoo, etc. Nell’articolo si parla della “morte del destination website” e quindi i widgets rispondono in questo caso ad un’esigenza vecchia come il cucù: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.

Gli altri punti di forza individuabili sono:

  1. è curioso, o meglio attira curiosità, analogamente a quanto succede con i gadgets
  2. è a portata di mano (anzi di click) ed è immediato, può essere utilizzato più volte
  3. è (potenzialmente) viral
  4. è (relativamente) economico
  5. è (o meglio può essere) utile, e quindi può attribuire un’immagine positiva all’azienda che lo ha realizzato o sponsorizzato
  6. è trackabile / misurabile, quindi ci può fornire informazioni sul comportamente dell’utente

PUNTI DI DEBOLEZZA DEI WIDGETS

  1. Non standardization: per consentire la fruizione del widget a tutti è necessario prevederne la realizzazione in diversi formati Ie il test!) al fine di essere compatibile con le diverse piattaforme, iGoogle, Facebook, MySpace, mobile, desktop, etc.
  2. Scarsa rilevanza per low-interest categorie: c’è differenza se il widget lo fa Nike o se lo fa Vileda (non ce l’abbiano con me quelli di Vileda, è il primo brand “low-interest” che mi è venuto in mente).
  3. Costo: il costo di creazione dei widget è relativamente basso ma non si può dire altrettanto della sua distribuzione/promozione
  4. Shelf Space: non possiamo aspettarci che l’utente consideri lo spazio da riservare ai widget illimitato, sia esso rappresentato dal proprio blog / pagina personale o dal proprio desktop.

Ulteriore articolo sui widget

http://www.masternewmedia.org/it/2008/12/27/social_media_marketing_come_le_aziende_usano.htm

Dec 24
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Buone Feste da CellularMagazine.it

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Dec 04
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Energia Pulita?
non grazie

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Nov 20
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Come è cambiato il web dal 99 ad oggi …
Uno schema delle conversazioni online

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